BIOGRAFIA DI ANTONIO LOCATELLI

ANTONIO LOCATELLI
Nato a Bergamo il 19 aprile 1895, consegue il brevetto di pilota nel Battaglione aviatori durante la prima guerra mondiale ed effettua numerosi voli di ricognizione sul territorio nemico e combattimenti aerei, ricevendo tre medaglie d’argento al valor militare. Il 2 febbraio 1918 passa alla 87ma squadriglia "La Serenissima" e il 9 agosto, come ufficiale di rotta, vola al fianco di D'Annunzio nell'azione culminata con il lancio di manifestini tricolori su Vienna. Abbattuto e fatto prigioniero il 15 settembre, riesce a fuggire dopo poche settimane. Al termine del conflitto riceve la medaglia di bronzo al valor militare, poi commutata in oro.
Nel 1919, nell’ambito di una missione militare di propaganda nell’America del Sud per le fabbriche di aerei italiane, compie diversi voli sul territorio uruguaiano e argentino: particolarmente rischiosa la doppia trasvolata della cordigliera andina tra Argentina e Cile, condotta ad una velocità di 200 km/h su un apparecchio SVA, con venti di oltre 200 km/h e temperature di 35 gradi sottozero, un’impresa che lo rende famoso.
Quattro anni dopo, nel gennaio 1923, con un biglietto di terza classe parte per un giro del mondo documentato da numerose fotografie, da taccuini di annotazioni, da una collezione di oggetti e da diverse raccolte di cartoline illustrate.
Fotografo di qualità e abile disegnatore, collabora negli anni seguenti con la “Rivista di Bergamo” e con il “Corriere della sera” in veste di redattore, proseguendo contemporaneamente le sue attività di alpinista, quale presidente del Club Alpino Italiano di Bergamo, e di pilota civile: celebre il tentativo nel 1924 di raggiungere la Groenlandia per aprire la rotta commerciale aerea dell’Atlantico del Nord, un volo finito in naufragio che lo porta comunque a New York con l’aura di eroe.
Locatelli riveste anche cariche pubbliche: dal 1924 al 1928 siede alla Camera dei deputati, partecipando ai lavori in particolare per il settore aeronautico, nel giugno 1932 è designato Conservatore della Rocca e del Museo del Risorgimento di Bergamo, per il quale elabora il progetto di riallestimento, e nel novembre del 1933 viene nominato Podestà della sua città. Nonostante le riconosciute capacità amministrative è costretto a lasciare l'incarico l’anno seguente per disaccordi con l’ambiente politico, dopo aver nominato il gruppo di lavoro, guidato dall’ingegner Luigi Angelini, che avrebbe elaborato il progetto di risanamento di Città alta.
Iniziata la campagna militare in Africa orientale, nel gennaio 1936 si arruola come volontario dell'aviazione e viene destinato all'attività di ricognizione in Somalia. Muore a Lekemti il 27 giugno 1936 durante una missione diplomatica, attaccato dagli abissini nell’accampamento approntato per la notte. Il giorno stesso gli viene conferita la seconda medaglia d'oro al valor militare, alla quale segue la terza, alla memoria.

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