ANTONIO LOCATELLI E IL MUSEO DEL RISORGIMENTO

Su progetto culturale di Antonio Locatelli, nel 1933 il Museo del Risorgimento e Lapidario, ospitato nella sede dell’Ateneo dalla sua apertura nel 1917, viene trasferito e riallestito nell’edificio degli artiglieri veneti all’interno del mastio: tra le principali innovazioni l’accento posto sugli eventi e i personaggi locali e una sezione dedicata alla grande guerra, presentata come la chiusura del Risorgimento.
Nel 1959, con la ridenominazione in Museo del Risorgimento e della Resistenza, viene attuata una revisione del percorso, pur mantenendo la precedente linea patriottico-celebrativa attenta all’ambito locale: trasferita in Cittadella la sezione archeologica, viene aggiunta una sezione inerente la Resistenza ma non una per la seconda guerra mondiale; ad Antonio Locatelli è dedicato ampio spazio, con l’esposizione, tra altri cimeli, dell’aereo Ansaldo A1 Balilla da lui pilotato.

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