IL COMPLESSO DELLA ROCCA
Il complesso della Rocca, che ha avuto sin dalle origini destinazione militare, sorge sul colle di Sant’Eufemia in Bergamo alta, luogo di insediamenti celtici e romani. Il nucleo centrale è costituito da un mastio a pianta quadrangolare realizzato tra il 1331 e il 1336, che reca tracce delle numerose modifiche subite in relazione alle funzioni di presidio e carcere svolte sino ai primi decenni del Novecento.
La Rocca in epoca veneta è al centro del sistema difensivo cittadino. Preso definitivo possesso del territorio bergamasco nel 1428, la Repubblica di Venezia potenzia il mastio e la sua cinta, che risultano inseriti in un’imponente, doppia cortina muraria, eretta tra Quattrocento e Cinquecento per proteggere con Bergamo i possedimenti di terraferma situati al confine con il Ducato di Milano.
Durante la dominazione napoleonica e austriaca la Rocca è sede di presidi per la difesa e la sorveglianza della città e del territorio, oltre che, negli anni della Restaurazione, luogo di esecuzioni per i colpevoli di reati comuni e politici. Si combatte attorno al complesso nel corso degli eventi insurrezionali del biennio 1848-1849: Gabriele Camozzi con i suoi volontari, in appoggio all’esercito piemontese, pone sotto assedio la guarnigione, che risponde bombardando l’abitato. Alla fine delle ostilità gli austriaci decidono il rafforzamento del complesso, costruendo tra l’altro un alto muraglione con feritoie a circondare gli edifici civili e militari addossati alla cinta esterna.
Adibita a carcere alla fine degli anni sessanta dell’Ottocento, la Rocca subisce ulteriori modifiche strutturali: alla divisione degli spazi interni del torrione circolare e dell’antica chiesa di Sant’Eufemia per ricavare alcune celle, si aggiungono la costruzione di una scala di collegamento con il sottostante ex Convento di San Francesco, anch’esso all’epoca utilizzato come penitenziario, e la completa demolizione delle torri angolari del mastio.
Ottenuta nel 1926 in concessione l’area dallo Stato, il Comune di Bergamo avvia interventi di restauro e di allestimento che definiscono il complesso luogo della memoria cittadina relativamente agli eventi politico-militari risorgimentali e dei due conflitti mondiali, con l’esposizione di collezioni storiche otto-novecentesche e la realizzazione di lapidi ed aree commemorative. Nel corso dei lavori numerosi abbattimenti (il Palazzo della marchesa, il muraglione austriaco, il secondo piano dell’edificio per gli artiglieri veneti...) permettono di trovare tracce di strutture preesistenti, come i camminamenti di guardia che correvano all’esterno del mastio e una piccola porta con funzione di apertura di soccorso.
In occasione del quinto anniversario della marcia su Roma viene inaugurato ai piedi del mastio il Parco della rimembranza, nel quale grazie a una pubblica sottoscrizione viene collocato uno albero per ogni caduto bergamasco del primo conflitto mondiale.
A partire dal 1933, l'edifificio degli artiglieri veneti diviene sede del Museo del Risorgimento, riallestito nel 1959 come Museo del Risorgimento e della Resistenza e ripensato nei temi e nel percorso espositivo nel 2004 come Museo storico della città.

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